Se non paghi entro 30 giorni ti chiudiamo l’acqua

di , 29 Gennaio 2011 15:46

ACQUA-UCUNTULa Maddalena ~ Acqua ~ Abbanoa S.p.a e solleciti, la RECUS srl e l’interruzione del servizio. Questa è la situazione a grandi linee, la gente continua a comprare l’acqua nei supermercati per bere e cucinare mentre l’idromostro ricorre alle Società di recupero crediti con la mannaia della sospensione del servizio e noi ci domandiamo nuovamente e solamente a quale servizio si riferiscono.

 

Il colosso dei rubinetti dell’acqua della Sardegna, Abbanoa S.p.a., sta facendo la voce grossa e inviando agli utenti solleciti di pagamento con preavviso di sospensione della fornitura entro 30 giorni. Per il recupero crediti Abbanoa ha incaricato la RECUS srl, dei professionisti nel settore, come spiegano chiaramente nel loro sito web ( www.recus.it ) “ Recus Italia utilizza “onde d’urto” molto efficaci “,.. e su questo non ci piove, è stata un’ “onda l’urto” traumatica per tutti noi leggere che o paghi entro 30 giorni o ti staccano l’acqua!

Solleciti inviati dalla RECUS srl per conto di Abbanoa. Ecco come si presentano

Solleciti inviati dalla RECUS srl per conto di Abbanoa. Ecco come si presentano

Ho fatto un giro del quartiere dove vivo a raccogliere più dati possibili sui solleciti arrivati e sulle fatturazioni e ne ho raccolto. Le spese di depurazione sono quelle più elevate. Prendiamo ad esempio una tra le tante bollette inviate di recente da Abbanoa, la data della fattura è 11 settembre 2010 e l’importo totale da pagare richiesto all’utente è di 774 euro. Di questi 774euro, 330euro, quasi la metà, sono le spese per la DEPURAZIONE.

Ma con tutti questi euri che si pretendono, agli utenti cosa arriverà mai? Ci domandiamo. Come minimo si potrà bere un bicchiere d’acqua del rubinetto? NO! Niente da fare…cornuti e mazziati, zitti e pagate l’acqua!… anche se non è potabile e non la beve nessuno come da 20 anni a questa parte è oramai la normalità.

A rinfrescare la memoria ci sono oltre 140 sentenze del Giudice di Pace, riguardanti le bollette dell’acqua, che il Comune di La Maddalena ha perso con condanna alle spese di risarcimento danni per inadempimento contrattuale. Sentenze incontestabili che fotografano perfettamente la disastrosa situazione del servizio idrico maddalenino, ne sanciscono “la dichiarata illegittimità ed inesigibilità delle somme pretese a titolo di canoni di depurazione e fognatura“, e ne stabiliscono “la ineccepibile operata riduzione al 50%, del costo dell’acqua erogata, per la sua comprovata non potabilità.

Vale la pena ricordare che anche la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il canone di depurazione delle acque se il servizio non viene prestato, lo scorso 10 ottobre 2008, con la sentenza n. 335.  Questa sentenza ha cancellato la norma (art. 14, comma 1, della c.d. Legge Galli) che permetteva agli enti di far pagare impunemente agli utenti canoni relativi alla depurazione anche quando il servizio non veniva effettivamente prestato.

E parlando di DEPURAZIONE e FOGNATURA..

Come non ricordare l’ ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE emessa lo scorso 6 settembre 2010 dal Sindaco di La Maddalena ANGELO COMITI, che, ” nella sua qualità di Autorità Comunale di Protezione Civile, Sanitaria e di pubblica sicurezza” … “CONSIDERATO che, nonostante la corrispondenza sopra richiamata, e le interlocuzioni con i legali rappresentanti di Abbanoa S.p.a., allo stato attuale la stessa Società non ha ancora preso in carico la gestione dell’impianto di depurazione; RAVVISATA pertanto la necessità impellente di garantire il corretto esercizio dell’impianto di depurazione Comunale in conformità alla normativa vigente in materia, a salvaguardia dell’igiene e della salute pubblica della locale collettività; ORDINA Alla Società Abbanoa S.p.a. di provvedere con immediatezza alla gestione dell’impianto di depurazione cittadino… ~ [ Ordinanza ]

ACQUA-UCUNTU-2 IL SISTEMA

Affidamento gestione “in house providing”, che significa “gestione in proprio” ed è regolata da due soggetti: uno è l’Autorità d’ambito che assegna il servizio e controlla procedure e modalità con cui viene erogato; l’altro è la S.p.a controllata e si occupa appunto della gestione, come fa Abbanoa. Col sistema “in house providing” non è necessaria la gara d’appalto, l’ affidamento del servizio è diretto, e permette di scavalcare le regole del libero mercato.

Abbanoa è un enorme carrozzone politico, nata dall’unione di società come Esaf, Gavosai, Sinos, Uniacque etc. Una nuova S.p.a quindi, una nuova immagine di facciata ma con ai posti di comando gran parte di quella stessa vecchia dirigenza a cui non fregava niente di progettare impianti efficienti, a cui bastava giusto spendere i finanziamenti incassati, quella stessa che ha scavato voragini di bilancio spaventose nella storia della gestione dell’acqua della Sardegna.

Ma la Regione, a differenza di quanto accadeva ai tempi del vecchio gestiore Esaf,  oggi non copre più le spese,  e allora per “risanare” i bilanci  non resta che il ricorso all’indebitamento con le banche. Banche che pretendono interessi salati e che alla fine diventano proprietarie dell’acqua e la gestiscono con un unico obiettivo, quello del proprio profitto. L’interesse primario di Abbanoa è quello di far quadrare i conti. E come al solito tocca al cittadino l’ingrato compito.

Questa è la situazione a grandi linee, la gente continua a comprare l’acqua nei supermercati per bere e cucinare mentre l’idromostro ricorre alle Società di recupero crediti con la mannaia della sospensione del servizio e noi ci domandiamo nuovamente e solamente a quale servizio si riferiscono.

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