Saviani di tutti giorni: Roberto è uno di loro

di , 22 Ottobre 2008 12:31

Anche oggi Marco ha preso il motorino, è uscito di casa e se n’è andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile) di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo di cose da una decina d’anni. Ha perso, per farle, la collaborazione all’Ansa, la possibilità di uno stipendio qualunque e persino di una paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l’hanno licenziato in quanto “giornalista pacifista”. Marco non ha paura (nè della fame sicura nè dei blockeder eventuali) ed è contento di quel che fa.

Anche oggi Max è contento perché è riuscito a mandare in giro un altro numero della Periferica, il giornaletto che ha fondato con alcuni altri amici del quartiere. Il quartiere è Librino, il più disperato della Sicilia. Se ne parla in cronaca nera e nei pensosi dibattiti sulla miseria. Loro sono riusciti a mettere su una redazione, a organizzare non solo il giornale ma anche un buon doposcuola e dei gruppi locali. Non ci guadagnano niente e i mafiosi del quartiere hanno già fatto assalire una volta una sede. Max non ha paura, almeno non ufficialmente, ed è contento di quel che fa.

Anche oggi Pino ha finito di mandare in onda il telegiornale. Lo prendono a qualche chilometro di distanza (la zona dello Jato, attorno a Partinico) e contiene tutti i nomi dei mafiosi, e amici dei mafiosi, del suo paese. Non ci guadagna niente (a parte la macchina bruciata o un carico di bastonate) ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.

Anche oggi Luca ha chiuso la porta della redazione, al vicolo Sanità. Il suo giornale, Napoli Monitor, esce da un po’ più di due anni e dice le cose che i giornalisti grossi non hanno voglia di dire. E’ da quando è ragazzo (ha iniziato presto) che fa un lavoro così. Non ci guadagna nulla, manco il caso di dirlo, e non è un momento facile da attraversare. Ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.

Ho messo i primi che mi sono venuti in mente, così per far scena. Ma, e Antonella di Censurati.it? Sta passando guai seri, a Pescara, per quell’inchiesta sui padri-padroni. E Fabio, a Catania? Fa il cameriere, per vivere, ed è giornalista (serio) da circa quindici anni. E ti sei dimenticato di Antonio, a Bologna? Vent’anni sono passati, da quando gli puntarono la pistola in faccia per via di quell’inchiesta sui clan Vassallo e gli affitti delle scuole. Eppure non ha cambiato idea. E Graziella? E Carlo Ruta, a Ragusa? E Nadia? E… Vabbè, lasciamo andare. Mi sembra che un’idea ve la siate fatta. C’è tutta una serie, in Italia, di piccoli giornali e siti, coi loro – seri e professionali – redattori. Ogni tanto ne fanno fuori qualcuno, o lo minacciano platealmente; e allora se ne parla un po’. Tutti gli altri giorni fanno il loro lavoro così, serenamente e soli, senza che a nessuno importi affatto – fra giornalisti “alti” e politici – se sono vivi o no. Eppure, almeno nel settore dell’antimafia, il novanta per cento delle notizie reali viene da loro.

Saviano è uno di loro. Quasi tutti i capitoli di Gomorra sono usciti prima su un sito (un buon sito, Nazione Indiana) e nessuno, salvo chi di mafia s’interessava davvero, se l’è cagati. Poi è successa una cosa ottima, cioè che l’industria culturale, il mercato, ci ha messo (o ha creduto di metterci) le mani sopra. Ne è derivato qualche privilegio, ma pagato carissimo, per lui. Ma ne è derivato soprattutto che – poiché l’industria culturale è stupida: vorrebbe creare personaggi mediatici, da digerire, e finisce per mettere in circolo contenuti “sovversivi” – un sacco di gente ha potuto farsi delle idee chiarissime sulla vera realtà della camorra, che è un’imprenditoria un po’ più armata delle altre ma rispettatissima e tollerata e, in quanto anche armata, vincente.

* * * Ci sono tre cose precisissime che, in quanto antimafiosi militanti, dobbiamo a Saviano. Una, quella che abbiamo accennato sopra: la camorra non è la degenerazione di qualcosa ma la cosa in sè, il “sistema”. Due, che il lato vulnerabile del sistema è la ribellione anche individuale, etica. Tre, che lo strumento giornalistico per combattere questo sistema non è solo la notizia classica, ma anche la sua narrazione “alta”, “culturale”; non solo “giornalismo” ma anche, e contemporaneamente, “letteratura”. (Quante virgolette bisogna usare in questa fase fondante, primordiale: fra una decina d’anni non occorreranno più). Dove “letteratura” non è l’abbellimento laterale e tutto sommato folklorico, alla Sciascia, ma il nucleo della stessa notizia che si fa militanza.

Nessuna di queste cose è stata inventata da Saviano. Il concetto di “sistema”, anziché di semplice (folkoristica) “camorra” è stato espresso contemporaneamente, e credo sempre su Nazione Indiana, da Sergio Nazzaro (non meno bravo di Saviano: e vive vendendo elettrodomestici); e forse prima ancora, sempre a Napoli, da Cirelli. L’aspetto fortemente etico-personale della lotta non alla “mafia” ma al complessivo sistema mafioso è egemone già nelle lotte degli studenti (siciliani ma non solo) dei tardi anni Ottanta. La simbiosi fra giornalismo e “letteratura”, che è forse l’aspetto più “scandaloso” (e che più scandalizza; e non solo a destra) di Saviano è già forte e completa in Giuseppe Fava, e nella sua scuola.

Le “scoperte” di Saviano sono dunque in realtà scoperte non di un singolo essere umano ma di una intera generazione, sedimentate a poco a poco, nell’estraneità e indifferenza dell’industria culturale, in tutta una filiera di giovani cervelli e cuori. Alla fine, maturando i tempi, è venuto uno che ha saputo (ed ha osato) sintetizzarle; e che ha avuto la “fortuna” di incontrare, esattamente nel momento-chiave, anche l’industria culturale. Che tuttavia non l’ha, nelle grandi linee, strumentalizzato ed è stata anzi (grazie allo spessore culturale di Saviano, ma soprattutto dell’humus da cui vien fuori) in un certo qual senso strumentalizzata essa stessa.

* * * Questa è la nostra solidarietà con Saviano. Non siamo degli Umberto Eco o dei Veltroni, benevoli ma sostanzialmente estranei, che raccolgano firme e promuovano (in buona fede) questa o quella iniziativa. Siamo degli intellettuali organici, dei militanti (“siamo” qui ha un senso profondissimo, di collettivo) che hanno un lavoro da compiere, ed è lo stesso lavoro cui sta accudendo lui. Anche noi abbiamo avuto paura, spesso ne abbiamo, e sappiamo che in essa nessuno essere umano può attendersi altro conforto che da se stesso. Roberto, che è giovane, vedrà certo la fine di di questo orrendo “sistema” e avrà l’orgoglio di avervi contribuito: non – poveramente – da solo ma volando alto e insieme, con le più forti anime di tutta una generazione. Di Riccardo Orioles

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Non toccate Roberto Saviano…

…altrimenti mi incazzo!

Buona lotta!

20 commenti a “Saviani di tutti giorni: Roberto è uno di loro”

  1. sempreio scrive:

    ciao carissimo :-)
    guerriero sei nato e guerriero morirai (ultracentenario mi auguro)!
    la riflessione che proponi è illuminante ed è giustissimo parlare anche di chi non ha incontrato la cultura e rimane pressoché nell’anonimato, ma non per questo è meno importante per la lotta contro il “sistema”.
    mi auguro che l’ottimismo dell’ultima frase: «Roberto, che è giovane, vedrà certo la fine di di questo orrendo “sistema” e avrà l’orgoglio di avervi contribuito: non – poveramente – da solo ma volando alto e insieme, con le più forti anime di tutta una generazione.»
    lunga vita a saviano!

    troppo forte la foto :-) sei riuscito a sdrammatizzare…

    bacio

  2. migisi alona scrive:

    ops, non ho finito la frase:
    mi auguro che l’ottimismo dell’ultima frase venga confermato e che il male non venga guarito con uno peggiore!

    è strano, sai che non riesco a volare in alto come al solito? mah…
    buona domenica guerriero ;-)

  3. mio capitano scrive:

    Mi è piaciuta molto la parte iniziale in cui psi parla di quei giornalisti ai margini del sistema che fanno il loro faticoso e spesso pericoloso lavoro per niente. Bella gente, quella, e ne conoscete un sacco, vedo , su questo blog.
    Mi piaciuto anche dove si parlava di quel venditore di elettrodomestici che a dire di chi scrive non è meno bravo e meno coraggioso di Saviano.
    Lunga alla Nazione Indiana e all’informazione controcorrente.
    Un saluto a tutta la riserva indiana a segnatamente a Indio e Cheyenne.

  4. sempreio scrive:

    buongiorno guerriero amico ;-)
    va decisamente meglio per me. complice sarà stato il vento americano si è finalmente girato nella giusta direzione. molto lavoro ci sarà da fare ancora, ma iniziamo a gonfiare le vele, poi si vedrà!
    i popoli indiani si contraddistinguono per la loro sensibilità nella cura dei mali dell’organismo attraverso pratiche naturali… tu penserai “adesso che discorso mi sta facendo aquila felice?”, sto semplicemente parlando con i piedi ;-) e molto m’interessa qualche notizia che li riguarda…
    vieni a trovarmi, scalzo, e lo capirai :-)

    ti abbraccio! auuuuuuuuuuuuuuuuuà, guerriero!

  5. Kimana scrive:

    Un pò di settimane fa, ho sentito un’intervista fatta ad alcune persone che vivono la “realtà” di cui parla Roberto nel suo libro. Sono rimasta sconcertata, perchè si dichiarano indignate e profondamente offese. Affermano che Saviano non ha detto il vero e, anzi, si è servito di loro per fare tanti soldini.
    &ltbr/>Allucinante!
    &ltbr/>Come si fa a combattere e vincere una battaglia così, se i primi che non fanno nulla sono proprio quelli che la vivono direttamente?

  6. sempreio/ever scrive:

    caro amico, buongiorno :-)
    E 4770R4 F4CC14M074 5T4 R1V07U710N3!!!! è iiznitaa la ltota tra hell e ever, sono certa che non disdegnerai un posto in prima fila ;-)
    ti ringrazio ancora per i momenti d’allegria in una giornata che è finita… il giorno dopo! che viaggio! una vera e propria lotta. però siamo arrivate e per stavolta non abbiamo spedito l’auto con il suo contenuto… peccato, ti avrei fatto volentieri un bel regalo di natale :-) rimedierò!

    un abbraccio e… ti aspetto entro sabato alle 21 (è un vero e proprio appuntamento) e se porti qualche altro invisibile te ne sarò grato :-)

    l’unione fa la forza: noi siamo foooooooooortissimiiiiiii :D

  7. ever scrive:

    grazie indio, tu non manchi mai… segnali di fumo perfettamente tradotti! passo e chiudo ;-)

  8. indio scrive:

    @sempreio
    “mi auguro che l’ottimismo dell’ultima frase venga confermato e che il male non venga guarito con uno peggiore!” è un bellissimo augurio al quale mi unisco amica mia.
    e adesso lottessa vedi di vincere sabato…il vento è con te!:-)oleeeeeeee olaaaaaaaaaa! everforever! ;)

    @miocapitano
    sono tanti nessuno che rendono questo mondo migliore amico mio. gente speciale e semplice. qiunque regali una speranza o un sorriso è speciale te compreso per quanto mi riguarda. :-)

    @kimana
    sono daccordo con te, quelli che stanno alla finestra a godersi lo spettacolo e per di più infangano sono la razza
    peggiore. saviano nn solo ha detto il vero, e basta vedere il terremoto di arresti, ma per farlo ha sacrificato la sua libertà ed è costretto a stare nascosto come se fosse lui il bandito. un abbraccio cara kimana

  9. trottola :-) scrive:

    non ho parole caro amico guerriero! non ho parole perché sono rotte dall’emozione per quanto hai scritto e hai saputo cogliere leggendo della mia corsa a ostacoli.
    sono ferma ora. mi prendo il tempo per dire che l’amicizia è importante quando è corrisposta così. il tuo cuore è grande!
    TVB e ti abbraccio forte!

    anche a te e alla tua tribù i migliori auguri di BUONE FESTE, con un incoraggiamento affinché tutto quanto ruota attorno a RE SOLE giri in sintonia con il popolo degli invisibili, invincibili guerrieri forti di cuore!

    auuuuuuuuuuuuuuuà!!!!

  10. ivy scrive:

    buone feste a voi

    un grazie a saviano per il suo coraggio e l’esempio che ha dato

  11. aquila felice scrive:

    anche nel 2009 voleremo in alto… auguri a tutti gli invisibili affinché il 2009 porti soddisfazioni tangibili :-)
    un abbraccio

  12. ivy scrive:

    grazie del commento indio.

    so, lo so che su di te si può sempre contare

  13. mio capitano scrive:

    Ti lascio qui un saluto perché sull’altro tuo blog non si poteva commentare. E’ sempre un piacere sentirti. Stai in gamba tu e tutta la nazione sioux-sarda :-)

  14. A&D scrive:

    Ciao Indio

    Anche io ho voluto dormire un po’

    Cmq sempre pronta per la lotta lo sai

    il mondo è un gran casino ma noi urliamo più forte e tu nn sparire perchè sei la voce che si sente di più di cui tutti noi abbiamo bisogno

    Un bacio

    Anna

    Nessuno ci può fermare nevvero?????

  15. Paolo Borrello scrive:

    Concordo con Orioles e ti ringrazio per avermi consentito di leggere il suo articolo (Orioles infatti lo avevo perduto di vista…).

    Ciao

  16. sempreio scrive:

    che ne è di saviano? da un po’ non sento notizie… che stia vivendo tranquillo? non credo, considerata la potente ferocia di certa gente :-( un falò diventerebbe un rogo… vedo le immagini dell’australia che brucia sotto gli incendi. non è che ci potremmo mandare qualcuno? :-)
    bacio, guerriero amico!

  17. Letizia scrive:

    Grande ammirazione per tutti questi giornalisti invisibili. E sono tanti hai ragione

  18. A&D scrive:

    E come no ricordarmi di te in un giorno come questo ?

    La Pasqua il grande passaggio ….con una speranza di più nel cuore e una lacrima infondo agli occhi ti porgo i miei auguri e una valanga di baci per tutti

    Anna

  19. aquila felice scrive:

    indioooooo… auuuuuuuuuuuà!
    manchi solo tu con le tue frecce di simpatia :-)
    un abbraccio

  20. indio scrive:

    ciao a tutti! un abbraccio

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