<< Se il G8 si fosse tenuto in Sardegna, le eliche dei motoscafi avrebbero fatto venire a galla i rifiuti e il mare sarebbe diventato nero. Tutti avrebbero saputo la verità. Infatti il summit è stato spostato a L’Aquila >>
La Maddalena e la cricca dei grandi eventi. Berlusconi, Bertolaso, Balducci, De Santis, Della Giovampaola e il sistema Anemone. Lo spostamento del g8, le bonifiche fantasma e grandi appalti “gestiti in famiglia” protetti dal Segreto di Stato. Tutto questo nonostante i nullaosta di segretezza che dovrebbero essere rilasciati alle imprese dal Ministero dell’Interno soltanto dopo accurate indagini. Un isola blindata da Esercito, Marina, Digos, Ros, Finanza, Servizi, italiani e stranieri e nessuno sembra accorgersi di niente finchè da un’intercettazione del Noe di Sassari spuntano i nomi di alcuni big della cricca che parlano di “appalti e buste di ringraziamento”. Gli indagati sono una quarantina, fra loro anche l’ ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro e Denis Verdini. Videorassegna stanca artigianale corredata da articoli tratti dalla Nuova Sardegna e dalle dettagliate inchieste di Fabrizio Gatti pubblicate su L’Espresso. Prosegui la lettura 'La Maddalena Roma solo andata'»
La Maddalena ~ Acqua ~ Abbanoa S.p.a e solleciti, la RECUS srl e l’interruzione del servizio.Questa è la situazione a grandi linee, la gente continua a comprare l’acqua nei supermercati per bere e cucinare mentre l’idromostro ricorre alle Società di recupero crediti con la mannaia della sospensione del servizio e noi ci domandiamo nuovamente e solamente a quale servizio si riferiscono.
Il colosso dei rubinetti dell’acqua della Sardegna, Abbanoa S.p.a., sta facendo la voce grossa e inviando agli utenti solleciti di pagamento con preavviso di sospensione della fornitura entro 30 giorni. Per il recupero crediti Abbanoa ha incaricato la RECUS srl, dei professionisti nel settore, come spiegano chiaramente nel loro sito web ( www.recus.it ) “ Recus Italia utilizza “onde d’urto” molto efficaci “,.. e su questo non ci piove, è stata un’ “onda l’urto” traumatica per tutti noi leggere che o paghi entro 30 giorni o ti staccano l’acqua! Prosegui la lettura 'Se non paghi entro 30 giorni ti chiudiamo l’acqua'»
In questo numero di Ucuntu si parla di due personaggi importanti dell’Italia di ora. Non sono dei Vip e non ne avete mai letto sui giornali. Eppure sono due protagonisti, due cittadini che fra mille difficoltà affrontano ogni giorno la vita per mille difficoltà affrontano ogni giorno la vita per affermare un’idea.
Due storie di due antimafiosi distanti tra loro, il mare che separa La Maddalena dalla Sicilia, e venti anni di differenza. Andrea, 43 anni, militante di base alla Maddalena, in lotta contro i soprusi alla sua isola e Salvatore, 20 anni, abitante a Catania, nel quartiere popolare di Zia Lisa.
Andrea vive la sua vita contro ogni violenza, solidale con i compagni e la gente comune, lavorando come mastro muratore durante il giorno e piantando siti web, volantini, lenzuola e proteste popolari:dalla lotta per l’acqua pubblica ( www.desaparecidos.it/acquopoli.htm ) a quella Prosegui la lettura 'Storie di ordinari soprusi'»
No, guarda!! Questa può essere solo la Vecchia Sardegna!!
Non mi pare, da questo articolo, che siano tanto acculturati, almeno a occhio nudo, io che non sono una professionista in niente, forse, delle cose fatte in casa, giacchè mi dicono che sono solo una casalinga, lo vedo tale e quale che questi sono tutti in grande errore.
Ecco, posso dare il mio molesto parere?
Vi stete a sbaijà!! E’ gravissimo. Rendetevene conto!!
Quanto siete stipendiati per fare questi mestieri?
Ve lo posso chiedere? Ma stete ‘mbriach’!!?? Prosegui la lettura 'Giurisprudendenza ‘mbriaca!'»
Come murare e annettersi un intero quartiere della Maddalena nel nome di una gara di vela. Questa località si chiama curiosamente Vaticano, 15 famiglie dirimpettaie dell’albergo a 5 stelle del G8, improvvisamente finite dentro il recinto del quartiere e nei piani di demolizione per la Louis Vuitton Cup. Prosegui la lettura '“La banda della maglietta”'»
La vicenda che ha portato alla morte di Stefano Cucchi mi ha toccato, e molto! Cosa penso di chi USA e ABUSA DELLA PROPRIA POSIZIONE e PERCHE’ lo capirete da soli. Condivido un episodio che ho vissuto in prima persona riguardo gli abusi del POTERE. Spero serva a comprendere meglio che pericolo è.
Gli abusi, che per me sono semplicemente TORTURA del prigioniero, oltrechè essere causa di morte fisica violenta, di suicidi e di tutta una scia di dolore e rabbia che si lasciano dietro, hanno come scopo l’isolamento e il terrorizzare, con la conseguente morte sociale degli individui che ne sono gli OBIETTIVI.
Li considero KILLER silenziosi dei DIRITTI ELEMENTARI DELLA PERSONA.
In tanti tentano di sminuire, ma le intercettazioni ambientali fatte in case di affiliati parlavano chiaro, Ultimo doveva essere tolto di mezzo, e se non ci si riusciva a levarlo di mezzo da vivo, ricorrere alla forza. Non erano pentiti a parlare, ma un gruppetto di mafiosi ascoltati con intercettazioni ambientali (quindi nessuno che imbeccava nessuno su cosa dire o non dire). Eppure nonostante questi fatti siano stati provati da pentiti, nonostante dal 1993 al 1997 numerosi pentiti riferiscono di un progetto “aperto” da parte dei vertici di Cosa Nostra (Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella), finalizzato all’ucciosione di Ultimo, e secondo Gioacchino La Barbera Bagarella avesse offerto un miliardo di vecchie lire a un carabiniere (mai identificato) per ottenere notizie utili all’identificazione dell’ufficiale, al Colonnello De Caprio è stata revocata la scorta. Un fatto che a ridosso degli ultimi avvenimenti di annozero appare piuttosto sconcertante, vista l’ormai credibilità affibiata a mafiosi, preferendo la loro versione dei fatti (seppure discordante in molte parti e alquanto anacronistica) alla versione dell’ufficiale dei Carabinieri, che addirittura dovrà giustificarsi dagli attacchi che gli arrivano su tutti i fronti. Un tribunale non è bastato, il processo continua (ma questo l’avevamo previsto e l’avevamo scritto ad assoluzione avvenuta).
Molte tribù del Grande Bacino e delle Pianure rappresentavano a volte l’Essere Supremo come un lupo(il Vecchio Uomo Lupo), a cui veniva contrapposto il suo fratello minore, il coyote. Il lavoro del lupo era creare tutte le cose buone e perfette, con ordine; quello del coyote era di disturbare, sempre e continuamente, procurando disagi e avversità. Ma le due figure non erano in antitesi: non c’era quello che noi occidentali definiamo uno scontro tra il bene e il male. Più che altro era ribadita quella dualità che si ritrova in molti aspetti della cultura indiana: non antitesi, ma complementarietà.
Il lupo appare comunque in molti racconti della Creazione: per i Blackfeet è lui che, ai tempi dei tempi, fermandosi ogni tanto sulla Terra, creò le valli, e tutte le altre zone non toccate dalle sue zampe si innalzarono formando le montagne.
La Kimana Amicizia Production presenta: L u p i
Anche oggi Marco ha preso il motorino, è uscito di casa e se n’è andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile) di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo di cose da una decina d’anni. Ha perso, per farle, la collaborazione all’Ansa, la possibilità di uno stipendio qualunque e persino di una paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l’hanno licenziato in quanto “giornalista pacifista”. Marco non ha paura (nè della fame sicura nè dei blockeder eventuali) ed è contento di quel che fa.
Mentre giornalisti di chiara fama continuano a fare informazione “ad personam” sui motivi di cambiamenti nella direzione del proprio giornale, dimenticando che forse alla gran parte dei cittadini poco importa se a dirigere una testata ci sia un uomo o una donna, dall’altra parte del mondo, quella dimenticata, quella di chi non ha nessuna garanzia perchè non ha sempre una rubrica aperta su qualunque mezzo stampa, si è compiuta una vera e propria azione censoria/intimidatoria verso I PICCOLI del popolo della rete. Riportiamo la lettera aperta che ci è giunta:
Libertà sul web e caso Ruta. Sentenza shock
- Le motivazioni della condanna non appartengono ai contesti di una vera democrazia. Secondo il giudice, il blog Accadeinsicilia era addirittura un giornale quotidiano. Per l’informazione in rete potrebbe essere l’inizio del countdown. Prosegui la lettura 'Libertà su web'»
Forse non saro' io a veder mutare la terra, a sentire il fischio di un vento familiare. Forse perdero' i sogni e li faro' morire, perche' vivere qui e' difficile, sopravvivere in altri dove impossibile. Ma se comincio da me, ho la sensazione del risveglio, se riprendo la parola non sara' un bene pero' e' gia' meglio. che nutrire l'indifferenza, la rassegnazione e il disprezzo che i potenti ci hanno insegnato come una poesia a memoria. ~ Sashinka ~
Invisibili, veloci come il vento, sempre dalla parte del bosco, alla faccia di chi è losco. Non ci prenderanno mai!
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